FoodRevolution 2026: a Venezia tre giorni di scienza per chi governa la filiera
Dall'11 al 13 maggio, Venezia-Mestre ospita la seconda edizione di FoodRevolution, appuntamento indipendente rivolto agli operatori dell'intero sistema agro-alimentare, dal campo alla distribuzione. Al centro: agricoltura rigenerativa, trasparenza delle filiere, nuove proteine e imballaggi sostenibili — con un'attenzione esplicita al rischio di comunicazione ambientale ingannevole nei rapporti di sostenibilità.
Venezia-Mestre, dall'11 al 13 maggio 2026. Non un convegno accademico, ma un momento di formazione operativa per chi — ogni giorno — deve tradurre la ricerca scientifica in scelte di acquisto, strategie di filiera e politiche di etichettatura. È questa la vocazione di FoodRevolution 2026, seconda edizione di un evento indipendente che porta sul palco la scienza del sistema agro-alimentare e la mette a confronto con le esigenze concrete delle imprese.
La filiera sotto pressione
Il contesto di riferimento è quello che gli operatori della distribuzione conoscono bene: obblighi normativi crescenti dall'Europa, consumatori più attenti all'origine e all'impatto dei prodotti, approvvigionamenti messi sotto stress dai cambiamenti climatici. FoodRevolution risponde a questo scenario con una proposta pragmatica: aggiornamento scientifico indipendente, pensato non per il ricercatore ma per il responsabile della sostenibilità, il buyer, il direttore acquisti, il responsabile della ricerca e sviluppo.
Quattro filoni tematici per la transizione
Il programma articola i contenuti attorno a quattro aree principali.
Il primo riguarda il futuro dell'agricoltura: dalla salute del suolo alle nuove tecniche di evoluzione assistita e alle tecnologie genomiche di nuova generazione, passando per l'agricoltura rigenerativa e l'uso di biofertilizzanti, con l'obiettivo di garantire rese elevate anche in condizioni climatiche sempre più instabili.
Il secondo filone affronta la costruzione di filiere a basso impatto climatico. Al centro c'è l'impegno delle aziende che anticipano le normative europee su deforestazione e biodiversità, con un approfondimento operativo sull'agricoltura del carbonio e i crediti di carbonio — trattati non come strumenti astratti, ma come leve concrete per le imprese.
Il terzo tema è quello della bioeconomia circolare: valorizzazione degli scarti agricoli e zootecnici, recupero di risorse, imballaggi sostenibili e produzione di ingredienti fuori suolo. Argomenti che toccano direttamente le scelte di prodotto e di confezionamento della distribuzione moderna.
Il quarto filone — forse il più direttamente rilevante per chi lavora nella Gdo — riguarda i nuovi alimenti e i mercati emergenti: cibi a base vegetale, nuove fonti proteiche, microalghe. Non solo opportunità, ma anche rischi chimici, microbiologici e allergenici. E una questione cruciale per il retail: come calcolare correttamente l'impronta di carbonio attraverso l'analisi del ciclo di vita (Lca) e come evitare che le etichette «eco» diventino uno strumento di comunicazione ingannevole.
Un parterre scientifico di primo piano
Tra i relatori figurano nomi di riferimento internazionale: il prof. Bruno Basso (Michigan State University) per l'agricoltura digitale; il prof. Michele Morgante, dell'Accademia dei Lincei e dell'Università di Udine, per la genomica applicata alla sostenibilità; il prof. Chris Elliott (Queen's University Belfast), autore di oltre 600 studi pubblicati su sicurezza e autenticità degli alimenti. Sull'agricoltura rigenerativa interverrà il prof. Amedeo Reyneri (Università di Torino); sulle strategie di riduzione delle emissioni di metano negli allevamenti bovini il prof. Erminio Trevisi (Università Cattolica del Sacro Cuore). Per l'analisi del ciclo di vita, punto di riferimento della giornata sarà il dr. Thomas Nemecek di Agroscope.
Un appuntamento per chi decide
L'evento gode del patrocinio di Enea, del Cluster AgriFood Nazionale, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e dell'Icgeb (Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia). Le partnership internazionali comprendono la Wageningen University & Research — principale centro europeo di ricerca agro-alimentare —, l'organizzazione no profit olandese FoodValley e l'Effost (federazione europea di scienza e tecnologia alimentare).
greenretail.news è media partner della manifestazione.
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