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Green Retail  - Approvata in via definitiva la direttiva relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità
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Norme & Convenzioni A cura di: Fabrizio Vallari

Approvata in via definitiva la direttiva relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità

Che cosa cambia? Una nuova rivoluzione industriale. Un’analisi di Sircle Benefit.

Il Parlamento europeo ha votato a favore della Corporate Sustainability Reporting Directive, la direttiva proposta ad aprile 2021 dalla Commissione che mette le informazioni sulla sostenibilità sullo stesso piano delle informazioni finanziarie. Oggi il Consiglio europeo ha adottato la proposta, che sarà poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Un atto di trasparenza su questioni ambientali, sociali e di governance, un passo molto importante della politica UE in materia di ambiente e diritti umani.

A chi si applica? Le grandi aziende multinazionali (con più di 500 dipendenti) dal 2024 saranno obbligate a divulgare regolarmente informazioni sul loro impatto ambientale, sui diritti umani, sugli standard sociali e sull'etica del lavoro, sulla base di standard comuni e definiti a livello comunitario. Dal 2025 gli obblighi si estenderanno anche alle aziende con oltre 250 dipendenti e/o un fatturato di 40 milioni di euro. Questa direttiva negli anni si applicherà a oltre 50 mila aziende. Nella direttiva sono incluse anche le imprese extra-UE ma con un fatturato superiore a 150 milioni di euro nell'UE. La direttiva toccherà anche le piccole e medie imprese che fanno parte della filiera di una delle grandi aziende tenute rendicontare il proprio impatto.

Cosa cambia? - Più volte la direttiva esorta a elaborare i dati sulla base di criteri scientifici e delle linee guida più autorevoli in materia. In generale, l’intento è quello di fare in modo che gli standard per la rendicontazione della sostenibilità siano attendibili, omogenei e confrontabili con quelli adottati dagli altri Paesi. In termini pratici, le imprese dovranno comunicare informazioni sul modo in cui il loro modello aziendale incide sulla loro sostenibilità e su come fattori di sostenibilità esterni (ad esempio i cambiamenti climatici o le questioni relative ai diritti umani) influenzano le loro attività. Ciò consentirà agli investitori e alle altre parti interessate di prendere decisioni informate.

Perché? Il messaggio dell’Unione è chiaro: non è più il tempo di vuote dichiarazioni d’intenti, occorre accelerare per raggiungere gli obiettivi globali con un cambiamento epocale di mindset che consenta la transizione verso nuovi modelli di business sostenibili. Le imprese, tutte le imprese, non solo le grandi corporation (in questo senso va inteso il calendario già fissato di progressiva estensione degli obblighi di rendicontazione che dal 2026 riguarderanno anche le PMI, che però fin d’ora sono coinvolte direttamente in quanto parte della catena di fornitura) sono chiamate ad assumerne la responsabilità diretta e a rendicontare in modo trasparente e veritiero, ma soprattutto verificabile. In quest’ottica va letto l’obbligo di certificazione.

Quali tempistiche? - In seguito all'approvazione della posizione del Parlamento europeo da parte del Consiglio in data odierna, l'atto legislativo è adottato. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. La Commissione adotterà la prima serie di norme attuative entro giugno 2023. Le regole inizieranno ad essere applicate tra il 2024 e il 2028:

· Dal 1° gennaio 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico (con più di 500 dipendenti) già soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria, con scadenza della pubblicazione dei dati nel 2025;

· Dal 1° gennaio 2025 per le grandi imprese non ancora soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria (con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di euro di fatturato e/o 20 milioni di euro di attività totali), con scadenza nel 2026;

· Dal 1° gennaio 2026 per le PMI e le altre imprese quotate, con scadenza nel 2027. Le PMI possono scegliere di non partecipare fino al 2028.

Una nuova rivoluzione industriale

"In questo scenario di ‘nuova rivoluzione industriale’ si colloca l’offerta di Sircle e, in particolare, il Modello EASI, che consente la concreta integrazione della sostenibilità nell’attività d’impresa, guidando le aziende in un percorso graduale, sistematico e continuo verso lo sviluppo sostenibile, in perfetta coerenza con i nuovi principi di rendicontazione" . spiega Monica Mazzucchelli, Board Member Sircle Benefit.

EASI è il primo sistema di gestione della sostenibilità per le imprese riconosciuto da Accredia come idoneo alla certificazione indipendente di terza parte, ovvero gli organismi di certificazione accreditati. È il primo modello di Governance per la sostenibilità certificabile da soggetti terzi e riconosciuti. EASI consente l’integrazione sistematica degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell’organizzazione aziendale ed in tutti i processi, per evolvere il business e realizzare quella rivoluzione culturale che è l’obiettivo perseguito dall’UE con l’adozione della CSRD.

"Impegni ed azioni concrete e soprattutto la loro oggettiva verificabilità sono gli elementi fondamentali identificati dall’Unione Europea per combattere il greenwashing e le pratiche commerciali scorrette in un ambito strategico e prioritario per il futuro dell’Unione e del pianeta. Questa è la Mission che Sircle condivide e sulla quale concentra i propri sforzi, ponendosi al fianco delle imprese per uno sviluppo sostenibile" - aggiunge Rita Santaniello.

       
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