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Green Retail  - Food diversity: l’Italia è ai primi posti in Europa per inclusività alimentare
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Innovazione & Ricerca A cura di: Fabrizio Vallari

Food diversity: l’Italia è ai primi posti in Europa per inclusività alimentare

Le evidenze, emerse dall’Osservatorio sulla Inclusivity in Business Activities, sono basate sulla survey che SumUp ha condotto tra gli esercenti di cui è partner.

Dalla food diversity alle offerte a sostegno del reddito e della sostenibilità, per 6 commercianti italiani su 10 l’inclusività porta benefici all’azienda.

Adottare misure di inclusività economica e food diversity è fondamentale per la crescita di un’attività commerciale: maggiore accessibilità, infatti, significa raggiungere più ampie fasce di pubblico e nuove opportunità di vendita. Ne sono convinti 6 esercenti su 10, secondo i quali ampliare e diversificare la propria offerta per andare incontro alle esigenze dei clienti porta vantaggi in termini di business. Ma non solo: rendersi accessibili e inclusivi comporta anche maggiore fidelizzazione del pubblico (secondo il 44,7% degli esercenti), aumento dei guadagni (22,8%) e sviluppo di una migliore reputazione (secondo il 18,5%).

Questo quanto emerge dall’Osservatorio sulla Inclusivity in Business Activities che SumUp – azienda leader a livello globale nella tecnologia finanziaria che serve oltre 4 milioni di small merchant in 4 nazioni (Italia, Regno Unito, Francia e Germania) – ha condotto tra gli esercenti di cui è partner. Scopo dell’indagine è analizzare il ruolo che i commercianti, in particolare quelli del comparto HoReCa, attribuiscono alla diversificazione della propria offerta e quali sono i principali strumenti messi in campo per favorire i consumatori. Tre gli ambiti in cui l’Italia si dimostra particolarmente virtuosa: inclusività economica, sostenibilità e food diversity.

Umberto Zola, Growth Marketing Lead di SumUp commenta così i risultati del sondaggio: “L’attenzione all’inclusione è un tema sempre più centrale per micro e small merchant, anche come conseguenza di un effettivo impatto positivo che può avere sul business. Ascoltare i bisogni dei clienti e rispondere con azioni concrete premia esercenti e ristoratori, in particolare con una maggior fidelizzazione. L’attenzione alla sostenibilità, alle diversità alimentari e alla riduzione del potere d’acquisto, diventa quindi un elemento di vantaggio competitivo per le attività commerciali, e allo stesso tempo un messaggio valoriale forte”.

Secondo i dati, infatti, la maggioranza dei commercianti italiani (65%) adotta politiche commerciali atte a sostenere i consumatori a basso reddito. Tra queste: sconti (40%), promozioni (32%), e offerte per gli studenti (9,7%). Ma promuovere un modello di business inclusivo significa anche prestare attenzione alla sostenibilità, per esempio attraverso misure anti-spreco e volte a favorire il riciclo sostenibile dei materiali di scarto. Inoltre, rispetto ai colleghi britannici, tedeschi e francesi, l’Italia spicca per l’approccio inclusivo alla ristorazione, con l’HoReCa sempre più attento a intolleranze e regimi alimentari non convenzionali come vegetariani e vegani.

Politiche anti-inflazione a sostegno dei consumatori con redditi bassi - Inclusività significa anche rendere più accessibile il costo dei beni offerti al pubblico. Per questo, il 40% dei commercianti italiani dichiara di ricorrere al mezzo dello sconto per sostenere i consumatori nella quotidianità e il 32% di adottare promozioni. Da segnalare anche che il 9,7% dei commercianti appronta scontistiche a favore degli studenti, consumatori che, tipicamente, hanno a disposizione un budget più ristretto per le proprie spese.

La sostenibilità: priorità per l’80% dei commercianti italiani - Tra i merchant italiani emerge anche l’importanza di riservare un occhio di riguardo verso la sostenibilità: l’80% la considera una delle priorità nel proprio business. L’impegno green dei commercianti si declina in varie direzioni: il 48,9%, per esempio, sceglie fornitori locali per i propri prodotti, il 44,3%, invece, applica misure anti-spreco e di riciclo come il corretto smaltimento dei rifiuti e compostaggio delle materie organiche. Secondo il 25,2% è importante rifornirsi da produttori che condividono i loro stessi valori sostenibili, il 23,5% si approvvigiona da fonti d’energia rinnovabili e si impegna a efficientare il proprio consumo energetico.

Food diversity: l’Italia ai primi posti in Europa per inclusività alimentare - Si parla di food diversity quando la proposta alimentare rispecchia le esigenze di un gruppo variegato di consumatori con necessità atipiche rispetto alla dieta onnivora dominante: per esempio, diete influenzate da motivi religiosi, intolleranze, regimi alimentari vegetariani o vegani. Guardando in particolare ai ristoratori, in Italia il 61,2% propone alternative vegane e/o vegetariane, il 60% opzioni gluten-free, il 58,8% varianti prive di lattosio. Il 40% dei merchant HoReCa, inoltre, dichiara di offrire ai consumatori prodotti biologici.

       
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