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Osservatorio Small Business SumUp: il 64% delle transazioni per il Fast Food Restaurant è contactless

Green Retail  - Osservatorio Small Business SumUp: il 64% delle transazioni per il Fast Food Restaurant è contactless

Analizzate 100.000 transazioni anonime svolte dai commercianti italiani che utilizzano il conto aziendale di SumUp.

Sempre più numerosi i giovani commercianti under 30: tra il 2021 e 2022 sono cresciuti del 35,6% i 25-29enni e del 66,6% i 20-24enni.

Piccoli e medi imprenditori, commercianti e professionisti sempre più giovani e cashless: in Italia tra il 2021 e il 2022 sono cresciuti del 35,6% i giovani imprenditori tra i 25 e i 29 anni titolari di un Conto Aziendale SumUp e del 66,6% quelli tra i 20 e i 24 anni. Diminuiscono i prelievi di contanti, che a marzo 2022 risultano del 36,3% inferiori rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre sono sempre più diffusi gli acquisti online e le modalità di pagamento contactless. La spesa dei commercianti si concentra prevalentemente su alimentari e utility e cresce l’acquisto di carburante, soprattutto tra febbraio e marzo 2022 (+15%).

È quanto emerge dall’Osservatorio Small Business di SumUp, la fintech specializzata in soluzioni cashless e digitali per le piccole imprese, che ha analizzato le modalità di spesa e consumo dei commercianti italiani che adottano il conto aziendale di SumUp, che consente loro di accreditare gli incassi del POS SumUp e utilizzare la carta SumUp per pagare online, in negozio o prelevare contanti dagli sportelli automatici.

L’Osservatorio consente quindi di analizzare in che modo in Italia stiano evolvendo le abitudini di pagamento di piccoli e medi commercianti e i liberi professionisti, in particolare per comprendere dove si sono concentrate le loro spese nell’ultimo anno, nel superamento della pandemia.

“Dalla ricerca emerge uno spaccato interessante delle tendenze di spesa e di consumo degli imprenditori italiani, che inevitabilmente riflettono anche gli attuali cambiamenti economici cui stiamo assistendo a livello globale”, sottolinea Umberto Zola (nella foto), Growth Marketing Lead - Merchant Bank di SumUp. “La pandemia ha messo in difficoltà le aziende di tutte le dimensioni, per cui è senz’altro incoraggiante cominciare a vedere come i giovani si stanno stabilizzando e avviando attività in proprio. Più in generale, i dati mostrano chiaramente il peso che stanno assumendo la spesa online e i pagamenti cashless, dovuto alla spinta alla digitalizzazione portata dalla pandemia. In SumUp abbiamo l’obiettivo di supportare i nostri commercianti nel miglior modo possibile, adattando i nostri servizi per soddisfare le esigenze in continua evoluzione del panorama aziendale. Proprio l’analisi di queste tendenze ci permette di affiancare al meglio i nostri clienti nelle loro attività”.

I dati mostrano, in particolare, che a possedere un conto aziendale SumUp nel primo trimestre 2022 sono soprattutto i commercianti tra i 45 e i 49 anni (14,6%% del totale), seguiti dagli imprenditori tra i 40 e i 44 anni (14,1%). I più giovani (tra i 20 e i 29 anni) rappresentano quasi l’11%, ma sono in crescita rispetto al primo trimestre del 2021, quando rappresentavano il 7,4%.

L’andamento delle spese dei commercianti italiani tra gennaio 2021 e marzo 2022 sembra riflettere in parte l’andamento dell'emergenza sanitaria: con il passare dei mesi si osserva, infatti, un comportamento positivo della spesa media per i titolari del Conto Aziendale, che raggiunge il picco nell’agosto del 2021. Il punto più basso si registra invece a gennaio 2022, per riprendersi rapidamente subito dopo e tornare nei primi mesi del nuovo anno quasi ai livelli dell’estate scorsa. In particolare SumUp osserva una crescita mese su mese del 5% tra gennaio e febbraio 2022 e del 17% tra febbraio e marzo.

In generale, si privilegia sempre di più il cashless: SumUp ha infatti notato per i commercianti un trend in diminuzione per quanto riguarda i prelievi presso gli ATM e, confrontando marzo 2022 con marzo 2021, la quota di denaro prelevato è inferiore del 36,3%.

Online o in store

La spesa online è diventata un’abitudine sempre più diffusa. In particolare, a spendere di più online sono i professionisti che operano nel settore Consulting (47%), seguiti da quelli del Fitness & Wellness (40,8%) e dell’Education (40,3%). I professionisti che operano nel settore del Food concentrano invece online un decimo delle loro spese, favorendo i pagamenti e gli acquisti in store: è il caso di chi lavora nel Food & Grocery (7,6%), Caffè e Ristoranti (11,5%) e Fast Food Restaurant (11,7%).

Ad acquistare online sono soprattutto gli imprenditori tra i 30 e i 34 anni (21,9%), mentre paradossalmente i più giovani (20-24 anni) con il 16,7% sono sotto la media della spesa online. La percentuale di spesa online più bassa (10,9%) si attesta invece per la fascia di età più matura tra i 75 e i 79 anni.

Le nuove tecnologie si diffondono anche tra i commercianti che preferiscono acquistare in negozio: in particolare, negli acquisti con carta è sempre più frequente il pagamento tramite la modalità contactless, scelto in primis dai commercianti che si occupano di Fast Food Restaurant, con il 64,2% delle transazioni pagate con questa tecnologia, seguiti da quelli di Caffè e Ristoranti (60%), Turismo (52,9%) e Medici (52,3%). I professionisti dell’Education invece pagano “senza contatto” solo nel 33,4% dei casi.

Cibo, utility e carburante

Nel 2022 oltre un quinto delle spese si concentra su Grocery Stores & Supermarket (22,3%); a seguire si trovano sempre negozi relativi a cibo e alimentari (Food Store Convenience Stores & Specialty Markets), dove si concentra l’8,5% delle spese. Al terzo posto, con l’8,1%, spuntano i pagamenti di utenze elettriche, gas, sanitarie e idriche.

SumUp ha inoltre individuato tra febbraio e marzo 2022 un aumento del 15% per quanto riguarda la spesa in carburante da parte dei commercianti, causato probabilmente dalla crescita dei prezzi in seguito all’attuale situazione geopolitica.

In particolare, SumUp ha notato per i tassisti un aumento della spesa media in carburante a partire da marzo 2021: a parte un calo nel mese di dicembre 2021 del 23% rispetto al mese precedente, dovuto probabilmente anche alle restrizioni seguite alle nuove ondate di Covid-19, la spesa è tornata a salire durante il primo trimestre 2022, raggiungendo il punto più alto proprio a marzo. Confrontando marzo con febbraio 2022, si osserva infatti un aumento del 26% della spesa sostenuta mediamente dai tassisti in carburante.

       
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