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Green Retail  - Nel 2023 sono state raccolte in Italia 349mila tonnellate di Raee
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Innovazione & Ricerca A cura di: Fabrizio Vallari

Nel 2023 sono state raccolte in Italia 349mila tonnellate di Raee

Secondo il Report Annuale del Centro di Coordinamento Raee, lo scorso anno sono stati avviati a corretto riciclo il 3,1% in meno dei volumi rispetto al 2022.

Il dato pro capite scende di conseguenza a 5,92 kg per abitante.

Nel 2023 in Italia sono state avviate a corretto riciclo oltre 349mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), in calo del 3,1% rispetto al 2022. È quanto emerge dal Rapporto annuale 2023 del Centro di Coordinamento RAEE che da oltre 15 anni sintetizza i risultati della raccolta complessiva effettuata sul territorio italiano. I dati presentati sono il risultato della raccolta dei sistemi collettivi e di quella diretta effettuata dalle aziende della raccolta attive sul territorio e gestita nell’ambito del sistema ufficiale.

Alla luce di questo, il Report fotografa l’andamento della raccolta di RAEE domestici nella sua totalità a livello nazionale.

Più nel dettaglio, lo scorso anno i sistemi collettivi hanno gestito complessivamente 349.345 tonnellate di rifiuti elettronici, che significa circa 11mila tonnellate in meno rispetto al 2022. A questo dato si deve poi aggiungere la raccolta volontaria effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 786 tonnellate. Il risultato conferma l’andamento negativo emerso due anni fa, va però sottolineato che la contrazione dei volumi di raccolta è più contenuta rispetto a quanto registrato lo scorso anno ed è determinata esclusivamente dalla flessione a doppia cifra del raggruppamento 3 - Tv e monitor che dopo la crescita esponenziale del 2021 legata al bonus Tv, ha proseguito nella fisiologica parabola discendente registrando il -32,9% rispetto al 2022. In controtendenza con l’anno precedente, crescono invece tutti gli altri quattro raggruppamenti.

La raccolta media pro capite scende di conseguenza a 5,92 kg per abitante, in flessione del 3,1% rispetto al 2022.

“Mai come quest’anno, l’interpretazione corretta del risultato complessivo richiede un’analisi approfondita alla luce delle performance dei singoli raggruppamenti”, commenta Alberto Canni Ferrari, presidente del Centro di Coordinamento RAEE. “Certo, è indubbio che gli incrementi dei volumi di grandi e piccoli elettrodomestici, di elettronica di consumo e delle sorgenti luminose avviati a riciclo non sono sufficienti a ridurre il gap che ancora separa l’Italia dal target di raccolta stabilito dall’Unione Europea. Possono però rappresentare uno stimolo importante per tutta la filiera per continuare a fare ancora di più e per ambire a risultati sempre più performanti”. “L'incremento dei piccoli RAEE conferma l'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione, previste negli Accordi di programma e per le quali i produttori di AEE e i loro sistemi collettivi hanno assunto da diversi anni un impegno economico diretto che continua nel corso del 2024. In particolare, questi specifici investimenti sono parte dei finanziamenti complessivi mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni, che nel 2023 sono stati pari a oltre 28 milioni di euro. Il traguardo raggiunto nella raccolta dei piccoli RAEE è altresì l'esito del contributo sinergico e diretto del Centro di Coordinamento che anche nel 2023 si è impegnato per promuovere e stringere relazioni con soggetti terzi quali enti di ricerca, università, associazioni di rappresentanza di aziende attive nella vendita, installazione e manutenzione di AEE. Si tratta di soggetti tutti detentori di RAEE Dual use nei confronti dei quali sono destinate attività di formazione e il servizio di ritiro dei rifiuti elettronici” - conclude il presidente del Centro di Coordinamento RAEE.

Andamento della raccolta per raggruppamento

Come sottolineato, quattro raggruppamenti su cinque registrano un miglioramento dei volumi di raccolta rispetto al 2022. I RAEE di R1 - Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi, che rappresentano il 29% del totale raccolto, totalizzano 101.106 tonnellate, e crescono del 2,2% rispetto al 2022. R2 - grandi bianchi, che incide per il 35% sulla raccolta complessiva, segna il +3,8% per un totale di 121.973 tonnellate. La migliore performance la registra R4 - IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, PED e altro che in forza del +7,4% raggiunge le 76.698 tonnellate. Più contenuti i volumi di raccolta di R5 - sorgenti luminose, pari a 1.885 tonnellate, ma anche loro in crescita del 3,6% rispetto all’anno precedente. Seppure tutti positivi, questi andamenti non sono in grado di compensare la contrazione a doppia cifra di R3 - Tv e monitor i cui volumi di raccolta scendono a 47.683 tonnellate.

La raccolta geografica

Dall’analisi dell’andamento della raccolta a livello di singole regioni, emerge che nel 2023 sono solo sei le raccolte regionali a segno più: si tratta di quelle del Molise (+14,1%), seguita da Emilia Romagna (+5,4%), Abruzzo (+3,5%), Marche (+3,1%), Umbria (+2,7%) e Friuli Venezia Giulia (+1,8%). Se invece si analizza l’andamento dei flussi di raccolta in termini di macroaree, si nota una frenata trasversale. A differenza del 2022 però la battuta d’arresto più significativa non si registra più nel Nord Italia, bensì al Sud, dove i quantitativi complessivi raccolti segnano il - 8,3%. Molto più contenuti i cali delle raccolte nelle restanti macroaree: il Nord registra una flessione dell’1,3%, il Centro dell’1,1%. Ne consegue che le regioni del Nord conservano il primato in termini di volumi di raccolta complessiva, pari a 181.406 tonnellate e con un’incidenza del 52% sul totale, e mantengono il primato per raccolta pro capite (6,63 kg/ab), mentre quella del Centro si conferma superiore alla media nazionale (6,14 kg/ab). Il forte calo nella macroarea Sud fa invece atterrare il dato pro capite dell’area a 4,72 kg/ab.

Nel Nord Italia, sono solo due le regioni a registrare performance di raccolta positive: il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna le cui crescite non riescono comunque a compensare gli andamenti negativi delle restanti regioni, in particolar modo del Piemonte (-5,9%) e del Trentino Alto Adige (-4,3%), seguiti da quelli di Liguria (-2,6%) e Lombardia (-2,5%). Il Piemonte evidenzia la riduzione peggiore anche in termini di raccolta pro capite, con la conseguenza che con 5,44 kg di RAEE raccolti per abitante è l’ultima dell’area. Con 9,47 kg/ab, la Valle d’Aosta si conferma invece prima per raccolta pro capite a livello di area e seconda nel ranking nazionale. Registrano cali più rilevanti quasi tutte le raccolte pro capite delle restanti regioni settentrionali, con valori però sempre al di sopra del dato medio nazionale. In particolare, si segnalano la Liguria con 8,09 kg/ab (quarta a livello nazionale), il Trentino Alto Adige con 7,36 kg/ab, il Veneto con 6,75 kg/ab e la Lombardia con 6,30 kg/ab. In controtendenza il dato pro capite del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna: il primo si attesta a 7,11 kg/ab, il secondo sale a 7,48 kg/ab, terzo valore più importante nell’area.

La raccolta del Centro Italia si ferma a 79.790 tonnellate. Il calo dell’1,1% risente delle riduzioni dei flussi di RAEE avviati a corretto trattamento in Lazio (-3,1%) e in Toscana (-1,8%), solo in parte compensate dalle performance positive di Abruzzo, Marche e Umbria. Nonostante la flessione peggiore dell’intera area, con più di 30mila tonnellate il Lazio conferma la leadership per volumi di raccolta, mentre l’Umbria raccoglie 5.119 tonnellate. Cala a 6,14 kg per abitante anche la raccolta pro capite dell’area. Dall’analisi dei risultati delle singole regioni, emerge però che quelli di Marche e Umbria superano per la prima volta il dato medio nazionale con, rispettivamente, 6,09 kg/ab e 5,96 kg/ab. Con una raccolta pro capite di 8,10 kg per abitante, la Toscana conferma il primato di area e sale alla terza posizione a livello nazionale. Rimangono invece sia al di sotto della media di area sia di quella nazionale i valori pro capite delle regioni Abruzzo (4,62 kg/ab) e Lazio (5,26 kg/ab).

Impattano sulla performance negativa del Sud Italia, la cui raccolta complessiva si ferma a 88.149 tonnellate, quasi tutte le regioni dell’area, fatta eccezione per il solo Molise che avvia a corretto trattamento il 14,1% in più dei volumi di RAEE rispetto al 2022. Particolarmente negativi sono invece i risultati conseguiti dalla Basilicata (-12,8%) e dalla Campania (-12,1%), seguita dalla Calabria (-10,8%), mentre la Sardegna registra la perdita più contenuta (-3,8%). La contrazione non incide in ogni caso sul primato nazionale nella raccolta pro capite sarda (9,56 kg/ab). Calano anche i valori pro capite delle restanti regioni meridionali: fatta eccezione per la Basilicata, che pur scendendo nella classifica nazionale rimane tra le prime dieci (precisamente al nono posto a con 6,68 kg/ab), le altre regioni rimangono nella parte finale della classifica nazionale. La Campania ancora una volta si conferma fanalino di coda con 3 kg per abitante, ben al di sotto della media dell’area (4,72 kg/ab) e sempre più lontana dalla media nazionale (5,92 kg/ab). Il Molise, grazie al suo incremento a doppia cifra (+14,1%), registra un pro capite di 6,06 kg per abitante, risultato che consente alla regione di conquistare cinque posti nel ranking nazionale e di posizionarsi in dodicesima posizione.

       
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