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Persone & Imprese A cura di: Fabrizio Vallari

Fratelli La Bufala, il gruppo da 25 milioni di fatturato, celebra 20 anni

Innovazione e sostenibilità, impegno sociale e investimento sui giovani del carcere Nisida. Sono i focus che segnano la storia dell’azienda fondata da Geppy Marotta.

Fondata nel 2003 da un’idea di Geppy Marotta, Fratelli La Bufala, è il progetto di ristorazione made in Italy che pone al centro della propria offerta i prodotti della tradizione campana, in particolare modo la pizza, creata con ingredienti autoctoni e di qualità.

Il Gruppo conta, allo stato attuale, un fatturato che ammonta a circa 25 milioni di euro con 50 milioni di euro di volume d’affari nel 2019, 49 ristoranti, 22 dei quali a gestione diretta, e 1200 dipendenti, con una previsione di aumento, nel prossimo 2023, di circa il 30% rispetto all’anno passato sulla rete già esistente e contestualmente alle nuove aperture previste in Italia e all’estero.

Il marchio nasce a Napoli nel 2003, e, grazie all’intraprendenza del suo ideatore, diviene presto leader di mercato in Italia e nel mondo con una crescita esponenziale nell’arco di pochi anni che lo porta ad affermarsi come ambasciatore della pizza napoletana a livello internazionale, attraverso una rete di ristoranti con un’identità comune.

Una crescita che non accenna ad arrestarsi grazie soprattutto alla continua ricerca e realizzazione di nuove idee per il futuro, tanto nell’ambito della sostenibilità ambientale quanto sociale, tra cui spiccano sicuramente la creazione di un forno a legna ecosostenibile, la coltivazione del Basilico Idroponico nella Terra dei fuochi e l’impegno costante nella promozione di attività benefiche a sostegno della collettività come il progetto “Finché c’è Pizza c’è Speranza” con i ragazzi del carcere minorile di Nisida

Sostenibilità ambientale - Il pilastro su cui si fondano tutte le attività di Fratelli La Bufala è il rispetto degli ingredienti e della materia prima nonché una continua volontà di miglioramento che ha portato il brand ad impiegare risorse per raggiungere questo scopo.

Attualmente il Gruppo ha infatti intrapreso diverse scelte che vanno nella direzione della sostenibilità ambientale e della salvaguardia del pianeta investendo, dal 2020, importanti risorse economiche.

Durante il corso del 2021 sono stati stanziati ben 200.000 euro per la realizzazione di Pack ecologici e materiali di consumo. Nel 2022, 250.000 euro son stati investiti invece per il lancio del primo forno a Legna Ecosostenibile e a basso impatto ambientale per la cottura della pizza ,che vuole essere installato nei prossimi due anni in tutti i locali con un ulteriore impegno economico da parte del brand. Tra i progetti recentissimi in termini di sostenibilità, anche l’innovativa Coltivazione di basilico idroponico nella Terra dei Fuochi per rifornire tutti i ristoranti del gruppo Fratelli La Bufala da qui al 2024 (per un investimento di circa 150.000 euro).

L’acqua ponica è una tecnica agricola fuori suolo basata su una combinazione simbiotica di acqua coltura e idroponica. Con questa tecnologia si punta a produrre il basilico napoletano più resistente riducendo del 90% lo spreco idrico ma anche l’uso dei fertilizzanti.

Dal 2020, inoltre, Fratelli La Bufala, collabora anche con Too good to go, una società che opera nell’ambito della lotta allo spreco alimentare estendendo la rete dei 40 punti vendita in Italia la collaborazione per la sensibilizzazione allo spreco alimentare. Grazie a questa collaborazione sono stati salvati ben 3.460 pasti e risparmiate ben 8,65 tonnellate di CO2.

Nell’ambito della continua ricerca alla miglioria del brand, durante lo scorso 2022, è stato commissionato anche un team per la sperimentazione di nuovi impasti con l’obiettivo di proporre una pizza contemporanea ma di grande tradizione napoletana, che ha portato alla realizzazione di nuovi mix di farine, alla proposta di nuovi prodotti (come pizza a padellino e focacce) e alla sperimentazione di nuovi impasti senza glutine ed integrali.

Nello stesso 2022 anche l’inserimento di prodotti dei presidi slow food con l’obiettivo di supportare i produttori locali, esaltare le coltivazioni del territorio e garantire il rafforzamento del racconto dell’identità del brand in materia di qualità del prodotto.

Sostenibilità sociale - Tra le attività sostenute, a partire dal 2010, anche un progetto di natura più prettamente sociale, messo a punto con la collaborazione di Antonio Franco, presidente dell’associazione “Scugnizzi”, che mira al riscatto e al reinserimento dei ragazzi detenuti nel carcere di Nisida, Napoli.

Con “Finché c’è pizza c’è speranza”, ha offerto la possibilità a molti ragazzi detenuti di apprendere il mestiere di pizzaiolo attraverso corsi di formazione dedicati con la successiva possibilità di trovare lavoro in uno dei ristoranti del gruppo in giro per il mondo.

Nel 2013, un ulteriore investimento in ambito sociale, ha reso possibile la realizzazione de la “Pizzeria dell’impossibile”, una scuola per pizzaioli e una mensa per i clochard, nel centro storico della città di Napoli, dove, i ragazzi a rischio di devianza, possono imparare l’arte dei pizzaioli e poi mettersi alla prova offrendo circa 100 pizze al giorno agli ospiti del dormitorio pubblico e ai cittadini in difficoltà.

Ogni anno, da 10 anni, il Gruppo destina circa 70 mila euro per il sostegno dell’attività della Pizzeria dell’Impossibile anche grazie al sostegno e all’aiuto di altri main partner quali Ferrarelle, Lombardi, TopCarta e Torrente.

L’impegno di Fratelli La Bufala si estende anche ad altre iniziative benefiche come l’adesione all’iniziativa “Ristoranti contro la fame nel mondo” promossa da Azione Contro la Fame per cui sono stati raccolti e devoluti circa 10 mila euro. Con l’implementazione continua delle iniziative benefiche e sociali, prossima sarà anche la stesura di un bilancio sociale del Gruppo.

Il futuro del brand: nuove aperture - Dopo aver conquistato Londra, Miami, Dubai, nel futuro prossimo, in cantiere, nuove ristrutturazioni e ammodernamenti di location strategiche e presenti sul mercato da ormai più di 15 anni con la previsione, nel prossimo quinquennio, di un raddoppio dei punti vendita tramite gestione diretta (60%) e franchising /40%), di cui all’estero 70% franchising e 30% diretti. In Italia si punta a nuove aperture in regioni non ancora presidiate quei Sicilia, Puglia, Emilia Romagna e Piemonte mentre per l’Estero, dopo l’apertura dello scorso dicembre a Scottsdale, è in programma un forte sviluppo, nei prossimi 3 anni, nella west coast. A metà marzo 2023 è prevista anche una nuova apertura europea con il Franchise Expo Paris 2023.

       
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