La torrefazione triestina ha superato la verifica secondo la versione V2 dei criteri di B Lab, più severa e basata su requisiti obbligatori. Per le insegne della GDO è un segnale utile nella selezione dei fornitori
Un marchio di sostenibilità sulla confezione vale qualcosa per un buyer solo se dietro c’è un controllo esterno rigoroso. È questo l’aspetto più interessante dell’annuncio arrivato da Trieste a fine settembre: illycaffè ha ottenuto il rinnovo della certificazione B Corp, ma non alle condizioni di prima: la verifica si è basata sugli standard V2 di B Lab, la nuova versione del protocollo che l’organizzazione non profit internazionale ha reso più strutturata e più esigente.
Con il sistema precedente le aziende dovevano raggiungere un punteggio complessivo, e una buona prestazione in un’area poteva compensare i ritardi in un’altra. Con la V2 non è più così. Ogni impresa deve dimostrare progressi concreti, verificati da terzi indipendenti, in sei ambiti distinti. Il primo è la governance, cioè la gestione responsabile. Poi c’è l’azione per il clima, con impegni misurabili sulla riduzione delle emissioni e sull’adattamento. Seguono i diritti umani e il lavoro dignitoso lungo tutta la catena del valore, la tutela ambientale insieme all’economia circolare, l’equità e l’inclusione, e infine la partecipazione ad azioni collettive che puntano a un cambiamento di sistema.
Per le catene della grande distribuzione questi criteri non sono lontani dalla loro agenda. Gran parte dell’impronta ambientale di un supermercato dipende dai prodotti che vende. Per questo le insegne chiedono sempre più spesso ai fornitori dati verificabili su emissioni, condizioni di lavoro nelle filiere agricole e imballaggi. Il caffè è una delle categorie più delicate: viene coltivato in Paesi tropicali, spesso da piccoli produttori, ed è esposto sia agli effetti della crisi climatica sia ai rischi sociali. Un fornitore che supera una verifica indipendente su questi aspetti rende più semplice il lavoro di chi compila i questionari ESG e di chi costruisce l’assortimento.
L’amministratore delegato Cristina Scocchia ha spiegato che aderire al movimento B Corp significa giudicare il successo dell’impresa anche dal contributo che dà a persone, comunità e ambiente, e non solo dai risultati economici: ha descritto la ricertificazione come uno stimolo a continuare il percorso di miglioramento. Juliette Caulkins, managing director di B Lab Europe, ha sottolineato il valore del metodo: in una fase in cui le aspettative verso le imprese aumentano, ha osservato, la leadership consiste nell’essere “disposti a sottoporsi a valutazioni” indipendenti e nel rispondere a standard globali.
Fondata nel 1933, illycaffè produce un unico blend 100% Arabica ed è presente in oltre 135 Paesi. Già società benefit, con il rinnovo secondo le nuove regole porta sugli scaffali una garanzia più solida rispetto al passato.