In Stiria il primo raccolto di due varietà quasi scomparse, il Rosenapfel di Ilz e il Gulderling di Falch. Le piante madri di una delle due sono state prese al centro di Laimburg, in Alto Adige
Una tonnellata di mele raccolta da 2.150 alberi. Sembra poco, ma è l’inizio di un esperimento insolito per la grande distribuzione. Mercoledì scorso la catena di supermercati Spar e il gruppo ortofrutticolo Frutura hanno presentato il primo raccolto di due varietà antiche che vogliono riportare sugli scaffali. La presentazione si è svolta in un frutteto sperimentale vicino a Großwilfersdorf, nella Stiria orientale. Il recupero delle mele dimenticate di solito è affidato a vivai, associazioni e appassionati. Questa volta passa per un supermercato.
Da dove vengono
Il punto di partenza è un dato: in Austria si contano circa 2.000 varietà di mele, ma in commercio se ne trovano una decina. L’idea è nata nel 2023 nel “consiglio delle api”, un gruppo di lavoro interno a Spar. “Non per romanticismo, ma per la biodiversità”. Così l’ha spiegata il vicepresidente Markus Kaser, che ha escluso si tratti di una trovata pubblicitaria. Con più varietà in campo, è l’argomento di Spar, anche le forniture diventano più sicure.
Le due mele sono state scelte con Arche Noah, l’associazione austriaca che conserva le varietà tradizionali. L’IlzerRosenapfel è nato come semenzale spontaneo intorno al 1840 nei dintorni di Puch, in Stiria. Lo si usava per il sidro e come mela da tavola, e oggi sopravvive solo in qualche frutteto sparso. Il FalchsGulderling viene invece dal Tirolo austriaco. La pianta madre cresceva già verso il 1870 vicino al castello di Tratzberg. Il nome rende omaggio alla famiglia di pomologi di Anton Falch, insegnante alla scuola agraria di Rotholz, che diffuse la varietà negli anni Venti del Novecento. Secondo Frutura, in natura non ne restano quasi più alberi. Per procurarsi le piante madri l’azienda è dovuta andare fino al centro di sperimentazione Laimburg, vicino a Bolzano.
“Non è facile coltivare le vecchie varietà: hanno un’altra genetica e crescono in modo diverso”. Lo ha detto Manfred Hohensinner, amministratore di Frutura, e i primi tre anni gli danno ragione. Gli alberi hanno dato pochi frutti. Il Gulderling cresce in fretta, matura tardi e produce mele grandi e rosse. Il Rosenapfel ha una chioma più disordinata, rende meno e ha sofferto il caldo dell’ultima estate. Il sapore, secondo la figlia Katrin Hohensinner-Häupl, codirettrice dell’azienda, ricorda le mele dell’infanzia.
Il problema della conservazione
Ora si verifica quanto si conservano in magazzino. È proprio il requisito su cui le vecchie varietà sono quasi sempre cadute, e l’Alto Adige ne offre un esempio. A metà del Novecento la varietà più diffusa in provincia era la Rosa di Caldaro. Oggi è quasi sparita perché produce ad anni alterni e si conserva poco. Sull’Etna, ricorda Slow Food, una ventina di varietà locali è stata sostituita dagli anni Settanta da Golden e Red Delicious.
Per questo Spar procede con cautela. Del primo raccolto arriverà nei negozi pochissimo, forse solo nel punto vendita viennese di Schottentor. Il frutteto passerà da 0,7 a un ettaro. Le mele costeranno un po’ più delle altre, anche se secondo Kaser “potranno permettersele tutti”. Difficilmente diventeranno un prodotto di massa. La vera prova sarà quella del carrello: capire se i clienti sceglieranno una mela più piccola, meno perfetta e con una storia da raccontare.