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Il progetto inaugura la strategia ambientale del Gruppo in ottica di economia circolare.

Granarolo S.p.A. – uno dei maggiori operatori agro industriali del Paese a capitale italiano – lancia sul mercato a partire da marzo un prodotto unico: la prima bottiglia di latte in Italia con il 20% di plastica riciclata, frutto di un rinnovato impegno in termini ambientali.

Ogni anno in Europa vengono prodotte 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica. Di queste solo il 30% viene raccolto e avviato a riciclo. Allo stesso tempo rimangono ancora alte le percentuali di imballaggi in plastica che sono destinati alla discarica (31%) o vengono inceneriti (39%). Per questo motivo il 16 gennaio scorso la Commissione Europea ha varato una nuova strategia che punta ad arrivare al 100% di imballaggi riciclabili entro il 2030. A European strategy for plastics in a circular economy getta le basi per una nuova economia circolare delle materie plastiche.

Granarolo, da tempo impegnata nella riduzione della plastica sulle proprie confezioni, ha rifocalizzato la propria strategia di sostenibilità ambientale del packaging orientandola in termini di economia circolare. Il primo passo di questa strategia prevede il lancio di una bottiglia di latte con il 20% di plastica riciclata. Il processo prevede il riutilizzo delle bottiglie di latte in PET recuperate dalla raccolta differenziata, che dopo una selezione e smaltimento, vengono igienizzate e trasformate in nuove bottiglie. La bottiglia R-PET così ottenuta riduce la produzione e l’utilizzo di nuova plastica da fonti non rinnovabili perché è costituita dal 20% di plastica riciclata.

Le bottiglie di latte R-PET Granarolo verranno immesse sul mercato per la prima volta in Italia a partire da marzo 2019 nel contesto della campagna di valorizzazione e rilancio del latte UHT, italiano, di filiera, garantito e sostenibile. Ma già dal secondo semestre 2019 le bottiglie passeranno a un 25% di plastica riciclata. Granarolo si fa pioniere tra le aziende dairy anticipando di fatto le direttive dell’Unione Europea, che a partire dal 2025 prevedono che le bottiglie in PET immesse sul mercato debbano contenere almeno il 25% di plastica riciclata. Le referenze coinvolte sono 3: Latte UHT a lunga conservazione Intero da Latte per l’Alta Qualità Latte UHT a lunga conservazione Parzialmente Scremato Piacere Leggero Latte UHT a lunga conservazione Scremato La valenza ambientale della nuova bottiglia è esaltata anche dall'etichetta, che contiene messaggi informativi relativi alla raccolta differenziata e al riciclo dei contenitori a fine vita. Il piano prevede nel tempo anche altre importanti azioni sulla riduzione della materia plastica delle bottiglie, delle vaschette e dei film flessibili, e il passaggio a materiali riciclabili sulle referenze che oggi utilizzano multimateriali.

“Molti i progetti sul packaging (riduzione del peso della plastica e introduzione di plastica riciclata) che Granarolo ha realizzato nel corso del 2018 e che proseguono nel 2019 per rispondere all’appello ambientale, con un risparmio di 524.365 Kg di CO2 eq nel 2018 e di 852.892 Kg di CO2 eq. nel 2019 (dato presunto su volumi di prodotto mensile medio 2019). Oggi lanciamo sul mercato la prima bottiglia di latte con plastica riciclata, ma altri lanci di bottiglie nel 2019 ci permetteranno di ridurre il consumo di risorse non rinnovabili per un totale di 664 ton. di plastica con un ulteriore risparmio di 54,5 CO2 eq.. Contribuirà anche a sensibilizzare i consumatori sulla raccolta differenziata, il riciclo delle bottiglie innescherà infatti un ulteriore risparmio: le bottiglie in PET verranno considerate così come una risorsa e non più come un rifiuto. Questa è la prima di una serie di importanti iniziative che ci vedranno lavorare anche al fianco di Conai e CoriPET”, ha commentato il Presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari. “Il documento europeo rappresenta una sfida importantissima. Industria, cittadini e governi devono affrontarla insieme, gettando le basi per una nuova economia circolare delle materie plastiche”.

Il Gruppo Granarolo, uno dei principali player dell’agroalimentare italiano, comprende due realtà diverse e sinergiche: una cooperativa di produttori di latte - Granlatte - che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima - e una società per azioni - Granarolo S.p.A. - che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 15 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 siti produttivi in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 in Regno Unito. Il Gruppo Granarolo rappresenta così la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti circa 700 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 720 automezzi per la distribuzione, che movimentano 850 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente circa 50 mila punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo. La missione del Gruppo all’estero è di esportare la tradizione di prodotti Made in Italy, anche uscendo dal perimetro dairy. Granarolo ha infatti diversificato il proprio portafoglio negli ultimi anni. Il Gruppo si avvale di controlli qualità esterni svolti da enti di certificazione internazionale qualificati e garantiti dall’International Food Standard (IFS), dal British Retail Consortium (BRC) e dall’EU Organic Food Certification (CCPB). Dal 2002, il processo produttivo è certificato dal sistema di gestione qualità ISO 9001. Il Gruppo Granarolo conta 3.030 dipendenti al 31/12/2018. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat. Nel 2018 il Gruppo ha realizzato un fatturato di oltre un miliardo e 300 milioni di Euro.

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