Il mercato della distribuzione automatica sta attraversando una fase di evoluzione, in cui la sostenibilità ambientale inizia a ritagliarsi un ruolo da protagonista. In occasione di Venditalia, l'evento di riferimento del settore tenutosi dal 6 all'8 maggio a Milano, Altromercato ha presentato una novità che segna una prima, fondamentale tappa verso la decarbonizzazione del comparto: la misurazione dell'impronta di carbonio della sua linea di caffè dedicata al vending.
Misurare l'Impatto: Il Calcolo della Carbon Footprint
Altromercato, da sempre precursore sui temi sociali e ambientali, ha deciso di compiere un passo ulteriore applicando un'attenta rendicontazione climatica ai suoi prodotti. Dopo aver pubblicato un bilancio sociale che include una carbon footprint di organizzazione volta a mappare le emissioni complessive (comprese quelle indirette di Scope 3 su tutta la filiera a monte e a valle), l'azienda ha calcolato l'impatto specifico di tre referenze di caffè in grani destinate ai distributori. Tra queste spicca la novità assoluta della fiera: il "bio cremoso", una miscela bilanciata di Arabica e Robusta di alta qualità, proveniente da agricoltura biologica.
L'analisi si è basata sulla raccolta di dati primari reali, coinvolgendo sette gruppi di produttori e calcolando l'impatto lungo tutta la catena: dalla coltivazione fino al confezionamento in grani consegnato al gestore. Come spiega Valeria Calamaro, Sustainability & Strategic Marketing Manager di Altromercato: "Il primo obiettivo per noi era renderci conto di quanto una buona pratica agricola oltre a generare resilienza potesse avere implicazioni ambientali e quindi ridurre le emissioni".
Pratiche Agricole, Donne e Resilienza Climatica
Il caffè è una delle merci più colpite dai cambiamenti climatici, i cui effetti si traducono in un'estrema volatilità dei prezzi e nella minaccia diretta alle rese agricole a causa di siccità e piogge irregolari. Per contrastare questo fenomeno, i produttori di Altromercato adottano sistemi agroforestali: coltivano il caffè facendolo convivere con alberi ad alto fusto, spesso da frutto, che stabilizzano il terreno, arricchiscono il suolo e mitigano le temperature.
Questo approccio si traduce in numeri e risultati tangibili. Dal confronto con un benchmark di mercato, Altromercato ha rilevato un risparmio emissivo del 15% perfino nelle sue linee convenzionali, merito proprio delle buone pratiche agroforestali, della coltivazione non intensiva e dell'irrigazione naturale. Un esempio virtuoso è il progetto Soppexcca in Nicaragua, gestito da cooperative con un forte focus sull'empowerment femminile, dove la piantumazione di oltre 90.000 alberi ha creato una cintura protettiva per il caffè, generando al contempo un reddito aggiuntivo per le comunità tramite la vendita di crediti di carbonio.
Una Nuova Narrazione per Rivoluzionare il Vending
Portare queste tematiche all'interno della distribuzione automatica non è una sfida semplice. Come sottolinea Luca Sarnacchiaro direttamente dagli stand della fiera, il settore sconta storicamente il pregiudizio che associa il "caffè della macchinetta" a un prodotto di qualità medio-bassa. Tuttavia, la recente digitalizzazione dei macchinari (app, display, pagamenti elettronici), i rincari delle materie prime e le strette fiscali stanno comprimendo i margini dei gestori, rendendo sempre più difficile la pura competizione sul prezzo.
"Questo chiaramente fa vincere alla fine o chi è molto grande e strutturato o chi è in grado effettivamente di offrire un prodotto diverso, di far percepire al proprio cliente una qualità diversa sul prodotto che vai a offrire e a distribuire", evidenzia Sarnacchiaro. Un caffè con una filiera etica garantita e un'impronta carbonica misurata fornisce ai gestori gli argomenti necessari per giustificare un posizionamento di prezzo superiore. Durante la fiera, l'iniziativa ha infatti destato grande attenzione, posizionando Altromercato tra i primissimi operatori a proporre questo livello di tracciabilità nel vending.
Le Tappe Future: Verso l'Impatto del Consumo Finale
Attualmente, il calcolo delle emissioni per questi prodotti si ferma al chilo di caffè in grani consegnato al gestore, escludendo per ora le variabili legate alla macchina distributrice, all'energia consumata e all'uso di bicchierini e palette. Tuttavia, questo rappresenta solo il punto di partenza. "Abbiamo già in mente due o tre realtà con le quali collaboriamo che potrebbero essere interessate a certificare proprio la fase di consumo finale", anticipa Sarnacchiaro.
Questi strumenti di misurazione stanno diventando decisivi non solo per il consumatore, ma anche nelle logiche B2B: dalla compilazione dei bilanci sociali delle aziende che ospitano le vending machine nei propri uffici, fino alla partecipazione ai bandi della pubblica amministrazione, dove il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) fa sempre più la differenza. Alzando costantemente l'asticella delle garanzie, Altromercato traccia così la rotta per un vending che non sia solo veloce, ma finalmente equo, consapevole e a ridotto impatto ambientale.