Spettacoli alla Frutta lancia un totem interattivo che dialoga con i clienti e misura le performance del reparto ortofrutta e valorizzare i brand aderenti all'ATI .
La presenza di Mario Biondi all'evento di anteprima di Spettacoli alla Frutta al Bravo Caffè di Bologna il 13 gennaio non è stata una scelta casuale. «Stiamo cercando di alzare il livello del racconto, dell'ingaggio, dell'utilità di ciò che può fare la filiera dall'indotto alla distribuzione per essere più efficaci verso i consumatori», spiega Claudio Dall'Agata, portavoce di Spettacoli alla Frutta e DG del Consorzio Bestack, uno dei 16 brand che compongono l'ATI dedicata alla valorizzazione dell'ortofrutta, e portavoce de.
Per un consorzio che produce imballaggi in cartone ondulato per frutta e verdura, investire in comunicazione potrebbe sembrare un'estensione di campo. Ma Dall'Agata ribalta la prospettiva: «Il tema è di settore e di filiera. Migliorare il racconto dell'ortofrutta fa parte del nostro cortile strategico. Interpretiamo così in modo estensivo e innovativo il nostro ruolo di protezione e presentazione del prodotto».
ALDO: il totem che riconosce e ingaggia
Il progetto più ambizioso di questa visione si chiama ALDO (Artificial Ludic Digital Operator), un totem interattivo che Bestack e Spettacoli alla Frutta porteranno nei punti vendita della grande distribuzione a partire da aprile. Non si tratta di un semplice display digitale, ma di uno strumento dotato di sensori di movimento che riconosce lo smartphone del cliente (via bluetooth o NFC) e lo ingaggia al passaggio attraverso uno schermo touch.
«Ha un software che presenta tutti i prodotti del reparto ortofrutta sullo schermo, non solo i brand di Spettacoli alla Frutta ma tutti i prodotti presenti in reparto», precisa Dall'Agata. I contenuti - che spaziano dalle caratteristiche dei materiali alle ricette, dalla riduzione degli sprechi alla stagionalità - vengono sintetizzati da quanto già disponibile online sulle filiere e sui prodotti.

Innovare il marketing di categoria per i pilastri della dieta mediterranea
L'iniziativa rappresenta un esperimento significativo nell'evoluzione del marketing di categoria applicato a frutta e verdura fresche, elementi fondamentali di una dieta sana e bilanciata. In un contesto in cui il retail è chiamato ad assumere un ruolo attivo nell'orientare le scelte alimentari verso modelli più sostenibili e salutari, strumenti come ALDO si configurano come possibili leve per valorizzare prodotti che costituiscono i pilastri della dieta mediterranea.
Il punto vendita diventa così non solo luogo di transazione, ma spazio educativo dove il consumatore può scoprire stagionalità, metodi di conservazione per ridurre lo spreco, preparazioni e valori nutrizionali. Un approccio che risponde alla necessità di rendere più attrattivo e comprensibile un reparto strategico per indirizzare i consumi verso scelte alimentari a minore impatto ambientale e maggior equilibrio nutrizionale.
Gaming e profilazione: imparare dalle stazioni
L'elemento distintivo è il gaming, pensato in particolare per le nuove generazioni. «I primi ALDO permetteranno di capire chi si ferma, cosa apprezza, come reagisce dal punto di vista dell'acquisto», spiega Dall'Agata, che cita come caso di successo l'esperienza di Grandi Stazioni FS, dove totem simili hanno consentito di profilare la popolazione giovane in transito per offrire servizi e prodotti dedicati.
Ogni catena coinvolta riceverà un ALDO per otto mesi, con l'obiettivo di misurare in modo puntuale le performance del reparto rispetto a un punto vendita gemello. I dati raccolti - numero di visite in reparto, interazioni per contenuto, tempo di fruizione, preferenze dei clienti - costituiranno una base scientifica per le strategie future che verranno presentate nel 2027 in occasione del primo Fuorisalone dell'Ortofrutta a Bologna.
I costi dello strumento saranno sostenuti dall'ATI: il messaggio alla GDO è quello di mettere a disposizione delle insegne uno strumento concreto per migliorare le vendite, non un ulteriore investimento da sostenere.