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Niente tagli alla plastic tax, serva però a incentivare alternative riutilizzabili.

In occasione del Global Refill Day, la giornata internazionale promossa da Greenpeace in tutto il mondo per sensibilizzare i cittadini sulle alternative agli imballaggi in plastica monouso, i volontari di Greenpeace si sono recati davanti ai supermercati di 18 città, invitando i consumatori a disfarsi del packaging eccessivo e a utilizzare contenitori riutilizzabili.

Sono queste le soluzioni da incentivare per intervenire concretamente sul problema dell’inquinamento da plastica.

“Le immagini quotidiane dei nostri mari soffocati dalla plastica ci dicono chiaramente che non c’è più tempo da perdere e che bisogna limitare subito la produzione di questo materiale partendo dalla frazione spesso superflua dell'usa e getta. Quindi la plastic tax è un provvedimento giusto che non va dimezzata, ma per essere realmente efficace dal punto di vista ambientale, bisogna evitare la sostituzione con false soluzioni come la carta e le plastiche biodegradabili e compostabili e usare la tassa per incentivare tutte quelle alternative basate sullo sfuso e sulla ricarica” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. Il governo ha già approvato un provvedimento, nell’ambito del Decreto Clima, per erogare dei finanziamenti agli esercenti per allestire dei Green Corner, spazi per la vendita di prodotti sfusi. “Questo provvedimento, da solo, non potrà garantire una rapida transizione ecologica verso soluzioni con basso impatto ambientale se non accompagnato da sconti e incentivi anche per i consumatori che decidono di scegliere prodotti sfusi” conclude Ungherese.