SEGUICI SU
Contatta la Redazione
1000 caratteri rimanenti

La sfida delle città: la risposta si chiama Clime.

Una piattaforma di dati e soluzioni disponibile per amministrazioni cittadine, aziende e tutti coloro che agiscono nel campo della pianificazione urbana e dell'adattamento ai cambiamenti climatici.

Clime (http://www.dataclime.com) è la risposta a chi si pone la domanda su come saranno le città del futuro, quali le condizioni climatiche dovranno affrontare, quali azioni e strumenti possono adottare oggi per fronteggiare gli impatti dei cambiamenti climatici ed evitare conseguenze troppo onerose per la società, l'economia e l'ambiente delle diverse realtà urbane.

Clime, realizzato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, è stato presentato a Napoli, in un incontro cui hanno partecipato esponenti del mondo delle aziende, della ricerca e della pubblica amministrazione. Oltre i due terzi della popolazione mondiale nel 2050 vivranno in città, secondo dati recentemente diffusi dall'ONU. Allo stesso tempo la vita in ambiente urbano è sensibile ad alcuni fenomeni come ondate di calore ed eventi meteo estremi che sono particolarmente legati ai cambiamenti climatici. Conoscere come il clima cambierà in futuro e come potrebbe impattare una specifica realtà urbana è molto importante per fare in modo che quella stessa città e quel territorio trovino le soluzioni migliori e gli strumenti per pianificarle e metterle in atto.

Questi temi sono stati al centro dell'evento dal titolo Come cambia la città: Cambiamenti climatici e sviluppo urbano. Strumenti di supporto all’adattamento locale, svoltosi a Napoli presso l'Università degli Studi Federico II, e a cui hanno preso parte esperti di mondi diversi, tutti interessati dal tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici, come ha sottolineato in apertura dell'incontro il sindaco della città partenopea Luigi De Magistris, che ha dialogato con esponenti del mondo della scienza, amministratori e società civile per scoprire opportunità e soluzioni offerte da tecnologie e innovazione.

"Nel periodo 1980-2016, i fenomeni meteorologici estremi hanno causato danni per 436 miliardi euro in tutta Europa - ha spiegato Giulia Galluccio dell'Ufficio Fund Raising del CMCC. "Guardando alle realtà delle singole nazioni, l'Italia è seconda in questa particolare classifica". A questi numeri l'Unione Europea risponde con opportunità di finanziamento: "una spesa in adattamento e prevenzione dei rischi pari a 28,8 miliardi dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei nel periodo 2014-2020, a cui si aggiungono 13,3 miliardi di fondi nazionali per un totale di oltre 42 miliardi".

Organizzato dalla Fondazione CMCC con l'Università Federico II, in collaborazione con MTN, l'incontro è stata l'occasione per presentare pubblicamente una grande innovazione sull'argomento: la piattaforma Clime, uno strumento realizzato dalla Divisione Remhi del CMCC che fornisce dati climatici e soluzioni per diverse tipologie di utenti. Clime è la prima piattaforma che mette a disposizione dati molto complessi, frutto di ricerca scientifica internazionale di avanguardia, in modi accessibili anche a persone non esperte rendendo possibili analisi climatiche altamente personalizzate sulle esigenze degli utilizzatori, con visualizzazioni comprensibili ed efficaci. La peculiarità di questa piattaforma, ha spiegato Giuliana Barbato della divisione Remhi del CMCC, "sta anche nel fatto che tutta la catena di produzione delle informazioni è gestita interamente dal CMCC. Dalla produzione di dati, all'archiviazione, fino alla loro elaborazione e alla resa in visualizzazioni grafiche di facile lettura, tutte queste fasi sono realizzate dal team del CMCC e finalizzate in base alle esigenze dei singoli utilizzatori".

Un ulteriore valore aggiunto è rappresentato dalla qualità della ricerca scientifica che è alla base della piattaforma. "Tutte le funzionalità si basano sull'esperienza delle attività di ricerca, pubblicazioni scientifiche e sul confronto continuo con diversi utenti", ha spiegato Paola Mercogliano direttore della Divisione Remhi del CMCC. "I modelli climatici utilizzati per realizzare le proiezioni e gli scenari futuri rappresentano l'avanguardia degli strumenti disponibili in questo ambito della ricerca a livello internazionale, e ci garantiscono di produrre informazioni sul futuro, in merito a varie scale geografiche, fino a livelli di dettaglio molto elevato che comprendono informazioni su scala urbana".

Le amministrazioni cittadine sono certamente tra i soggetti cui Clime è indirizzato, mentre crescono i progetti che hanno per protagoniste le città, come ha illustrato Barbara Burchi di ANCI Toscana, ma anche il mondo dell'impresa, raccontato durante l'incontro da Marjorie Breyton in rappresentanza di UnipolSai.

Come cambia la città. Cambiamenti climatici e sviluppo urbano. Strumenti di supporto all’adattamento locale si è svolto a Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II, Aula Gioffredo, il 22 maggio 2019.

È un evento realizzato da Fondazione CMCC, Università Federico II, MTN, nell'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASVIS.

Sono intervenuti: Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli; Mario Losasso, Delegato alla Terza Missione, Università di Napoli Federico II, Michelangelo Russo, Direttore del DiArc, Università di Napoli Federico II, Paola Mercogliano, Cira e Fondazione Cmcc; Giuliana Barbato, Fondazione Cmcc; Barbara Burchi, Anci Toscana, Valeria D’Ambrosio, Università di Napoli Federico II; Giulia Galluccio, Fondazione CMCC, Marjorie Breyton, UnipolSai; Carlo Marino, sindaco di Caserta, Comune di Caserta; Luigi De Nigris, Assessore all’Ambiente, Comune di Benevento; Giovanni Fini, responsabile UI Qualità Ambientale, Comune di Bologna; Raffaele Zito, Agenda 21 Carditello e Regi Lagni; Marina de Angelis, vicepresidente WWF Napoli; Bruno Discepolo, Assessore all’Urbanistica e Governo del Territorio, Regione Campania, Marco Merola, giornalista e divulgatore scientifico.

La piattaforma CLIME è disponibile sul sito web: http://www.dataclime.com