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Intervista a Patrizia Malferrari, Consigliere delegato di Seaside che illustra i servizi messi in campo dall'azienda per l'efficienza energetica, abbinati alla componente informatica.

Di cosa si occupa Seaside esattamente e a quali aziende vi rivolgete?

Seaside è stata fondata a Bologna otto anni fa come ESCo (Energy Service Company) da alcuni imprenditori con esperienza nel campo dell’innovazione energetica e dell’energy management. Da allora la crescita è stata continua, portandoci a contare un totale di 40 professionisti, tutti con elevate competenze specialistiche nel campo dell’efficienza energetica. A marzo 2018, grazie al continuo sviluppo innovativo, Seaside è stata acquisita da Italgas, primo operatore in Italia nel settore della distribuzione cittadina del gas naturale. Grazie al nostro know-how nel campo della digital energy, dei big data, della business intelligence e del machine learning, oggi lavoriamo con diverse realtà industriali di alto livello. Più in generale, Seaside è oggi un punto di riferimento per aziende con processi industriali e organizzativi complessi, come ad esempio realtà multi-sito (nel settore tlc, bancario, assicurativo, GDO) e aziende con elevati fabbisogni energetici: è il caso delle cosiddette aziende energivore e di quelle che hanno processi di trasformazione di prodotto lunghi e complessi, ad esempio nel food&beverage, nella lavorazione della ceramica, nell’automotive, nel comparto degli elettrodomestici. Seaside da tempo ha intrapreso un percorso che integra l’efficienza energetica alla componente informatica, attraverso lo sviluppo di Savemixer™, software di predictive analytics che permette di analizzare i dati raccolti e tradurli in un maggior risparmio energetico e in minor costi.

Che benefici possono trarre le aziende dagli interventi di efficienza energetica?

La diminuzione dei consumi energetici non solo fa bene ai bilanci delle imprese e dei consumatori privati, che possono sostenere costi meno elevati in bolletta, ma è positiva anche per la società nel suo complesso, che beneficia della riduzione delle emissioni associate alla produzione di energia. In linea teorica, dunque, gli investimenti in efficienza dovrebbero essere naturali e diffusi, mentre invece la realtà ci consegna un quadro molto distante da questa condizione ideale. Assicurare minori emissioni e maggiore attenzione all’ambiente rappresenta inoltre un’esigenza e un’opportunità per le realtà italiane che collaborano come fornitori con le multinazionali, che riservano una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità dei propri partner.

SaveMixer, dunque, è un software in grado di predire e monitorare i consumi energetici delle aziende, ottimizzandone i consumi energetici. Quanto si può risparmiare?

SaveMixer è in grado di identificare le aree di spreco del consumo energetico, e consente di risparmiare fino al 30% sui costi correlati. Funziona così: innanzitutto, SaveMixer definisce i consumi ideali in relazione allo specifico modello di business. Dopodiché, grazie a un sistema di predictive analytics, individua le aree dove poter intervenire per migliorare l’efficienza energetica, monitorando e segnalando consumi anomali rispetto a quelli ideali. Infine, grazie a un sofisticato modello di machine learning, è in grado di autoapprendere e affinare i propri modelli di consumo ideale.

Quali sono le principali tipologie di aziende che hanno implementato il vostro software? Come può essere applicata questa tecnologia alle aziende della distribuzione?

Le principali tipologie di aziende che hanno adottato  appartengono a due grandi categorie: da una parte ci sono le grandi catene e le aziende multi-sito, come banche e GDO. Nel settore della distribuzione SaveMixer è particolarmente indicato perché consente di individuare sprechi legati a consumi che, presi individualmente, costituiscono spesso dettagli trascurabili, ma che nell’insieme determinano extra-costi importanti. Lo sviluppo dei big data, in questo senso, consente di modellizzare il “punto vendita ottimale”, e sulla base di questo benchmark adattare gli obiettivi energetici degl’altri. In questo modo l’azienda può intervenire tempestivamente, efficientando il singolo punto vendita e raggiungendo risparmi energetici che vanno dal 15 al 20%, a seconda dell’area di applicazione e delle caratteristiche di ogni singola azienda. L’altra categoria è quella dei settori energivori, come ad esempio quelle attive nella lavorazione della ceramica, nell’industria meccanica, acciaierie e cartiere. Un settore particolare, in questa macrocategoria, è quello del food: soluzioni come la nostra sono molto apprezzate non solo perché permettono di risparmiare sui costi di macchinari di trasformazione altamente impattanti, come i forni, ma anche perché permettono alle aziende coinvolte di comunicare il proprio impegno per la sostenibilità e l’efficienza energetica.

Quali sono le maggiori sfide per le aziende retail italiane nei confronti delle nuove tecnologie relative all’efficienza energetica?

Nel settore retail le aziende si sono mosse con anticipo e molte già oggi hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, servendosi di tecnologie presenti sul mercato. Molto spesso però le realtà più ridotte hanno difficoltà a comprendere le potenzialità di questi investimenti, anche per la poca conoscenza del modello ESCo, che è anche quello con cui è nata Seaside. È soprattutto alle PMI, infatti, che ci rivolgiamo oggi: siamo convinti che l’applicazione di tecnologie come la nostra sia un volano di crescita anche per le piccole e medie imprese, per consentire loro di utilizzare i dati e ottimizzare la propria produttività.

nella foto sotto: Il management di Seaside

      Management Seaside