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4 PMI su 5 nel mondo temono gli impatti del climate change sul business, mentre in Italia il rischio è ANCORA sottovalutato.

In Italia:

63% pmi teme gli impatti del climate change sul business vs 80% PMI A LIVELLO GLOBALE. L’Italia è uno dei Paesi in cui le PMI sottovalutano di più l’impatto di eventi climatici estremi sul proprio business

- Forti piogge (19%) e alluvioni (18%) sono gli eventi climatici più temuti

- 32% delle PMI ritiene che l’interruzione dell’attività aziendale sia il rischio a cui prestare maggiore attenzione, mentre il 22% delle PMI si preoccupa per danni MATERIALI

- poche PMI vedono nelle politiche di contrasto al climate change una opportunità di business

Nel mondo:

- 80% PMI TEME eventi climatici connessi al climate change

- Alluvioni (22%) e siccità (20%) i rischi climatici più temuti

- Danni materiali (36%), interruzioni al business aziendale (26%) i rischi maggiori sul business, da cui è più difficile proteggersi

In occasione della ventiduesima Conferenza mondiale sul clima COP22 a Marrakesh, Zurich ha presentato i risultati della quarta edizione del sondaggio internazionale sull’impatto dei cambiamenti climatici su oltre 2.600 Piccole e Medie Imprese in 13 Paesi del mondo in Europa, America e Asia-Pacifico.

Principali risultati dell’analisi di Zurich 

A livello globale l’80% delle piccole e medie imprese (4 su 5) teme l’impatto di cambiamenti climatici sul proprio business. Alluvioni (22%) e siccità (20%) sono gli eventi climatici estremi più temuti dalle PMI. Danni materiali (36%) e interruzioni delle attività di business (26%) sono le conseguenze che possono avere gli impatti maggiori sull’azienda e sono i rischi da cui è più difficile proteggersi. Seguono altri rischi: danni alla salute dei dipendenti (15%) e costi maggiori per l’approvvigionamento di acqua ed energia (15%). Solo poche aziende multinazionali ritengono che una politica di contrasto al climate change possa offrire opportunità di business, mentre non ci sono aziende che vedono nel fenomeno un vero e proprio investimento. Significative le differenze di percezione del rischio climate change e del potenziale impatto che può avere il fenomeno in diverse aree geografiche.

In Italia le PMI sottovalutano gli impatti del climate change sul proprio business

L’Italia è uno dei Paesi, al pari di Svizzera e Irlanda, in cui le PMI sottovalutano maggiormente l’impatto di eventi climatici estremi sul proprio business. Ben il 37% delle aziende intervistate non teme infatti alcun effetto negativo sulla propria attività. Forti piogge (19,5%) e alluvioni (18,5%) sono gli eventi climatici più temuti. A seguire eventi climatici estremi, quali siccità e ondate di calore (12%), forti venti e frane di fango (5,5%). Nessuna azienda teme invece l’innalzamento del livello medio del mare. Per quanto riguarda i potenziali effetti del climate change sul business, il 32,5% delle PMI in Italia ritiene che l’interruzione dell’attività aziendale sia il rischio a cui prestare maggiore attenzione, mentre il 22,5% delle PMI si preoccupa per eventuali danni materiali. A seguire l’incremento dei costi per l’acqua e l’energia (17%), l’aumento della burocrazia a causa dell’entrata in vigore di nuove normative (13%). Si registra infine che sono pochissime le PMI che vedono nelle politiche di contrasto al climate change una opportunità di business.