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“Il riuso della città” è l’appuntamento conclusivo del ciclo di incontri “Vitruvio 4.0”, con l’obiettivo di esplorare il tema della rigenerazione urbana, da inedite prospettive.

Riuso urbano: la soluzione alla necessità di declinare i nuovi principi di ecologia e risparmio, indispensabili nel presente e nel futuro. Il primo di tali principi è interrompere il consumo di suolo che ha caratterizzato l’urbanistica espansiva del secolo scorso, che non è più possibile perseguire, sia in relazione ai cambiamenti climatici e al loro effetto sui suoli impermeabilizzati, sia in relazione all’economia delle città, per i costi di manutenzione delle infrastrutture e degli spostamenti. E’ per queste motivazioni che il riuso urbano deve partire dal recupero delle aree dismesse e già urbanizzate, che secondo i calcoli di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sono talmente numerose e vaste che permetterebbero di non consumare più suolo per cinque generazioni e, a volte, veri e propri “cancri” urbani: abbandonate, in rovina, contaminate. La rigenerazione delle aree dismesse dovrebbe quindi essere una priorità della politica nazionale, con il fine di trasformarle nei luoghi più belli e innovativi del panorama urbano: processo arduo perché le regole, ancora oggi, rendono assai più vantaggioso costruire su terreni vergini, quando, addirittura, non vincolano le vecchie fabbriche abbandonate.

Protagonisti della discussione sono: Tommaso Dal Bosco, che oltre ad occuparsi delle città in ANCI è l’attuale Presidente di AUDIS - Associazione Aree Urbane Dismesse; Carlo De Vito, Presidente di FS Sistemi Urbani srl, protagonista del grande piano di rigenerazione dei sette Scali di Milano; Elisabetta Spitz, Commissario straordinario di Sorgente SGR, che nei precedenti ruoli al Demanio ed Invimit ha avviato importanti progetti di riuso urbano; Regina de Albertis, Presidente dei Giovani ANCE e imprenditrice, che con Borio Mangiarotti sta rigenerando importanti aree milanesi e Giorgio Tartaro, giornalista, che si occupa da tempo di comunicazione nei settori architettura e design. Leopoldo Freyrie conduce anche l’ultima serata di questo ciclo di Vitruvio 4.0, mettendo a frutto l’esperienza dei progetti di rigenerazione di aree dismesse importanti come l’ex Tubi Ghisa di Cogoleto, Piazza d’Armi a Milano, Prati di Caprara a Bologna e la consulenza scientifica a FS Sistemi Urbani per gli Scali milanesi. 

Mitsubishi Electric, con un’esperienza di quasi 100 anni nella produzione, nel marketing e nella commercializzazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, è riconosciuta quale azienda leader a livello mondiale. I prodotti e i componenti Mitsubishi Electric trovano applicazione in molteplici campi: informatica e telecomunicazioni, ricerca spaziale e comunicazioni satellitari, elettronica di consumo, tecnologia per applicazioni industriali, energia, trasporti e costruzioni. In linea con lo spirito del proprio corporate statement “Changes for the Better” e del proprio motto ambientale “Eco Changes”, Mitsubishi Electric ambisce a essere una primaria green company a livello globale, capace di arricchire la società attraverso la propria tecnologia. L’azienda si avvale della collaborazione di oltre 135.000 dipendenti nel mondo e ha raggiunto nell’anno fiscale terminato il 31 marzo 2018 un fatturato complessivo di 4.431,1 miliardi di Yen (circa 41,8 miliardi di USS). In Europa è presente dal 1969 con insediamenti in 18 Paesi: Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Olanda, Italia, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Turchia e Ungheria. La filiale italiana, costituita nel 1985, opera con cinque divisioni commerciali: Climatizzazione - climatizzazione per ambienti residenziali, commerciali e industriali, riscaldamento, deumidificazione e trattamento aria; Automazione Industriale e Meccatronica - apparecchi e sistemi per l’automazione industriale; Semiconduttori - componentistica elettronica; Automotive - sistemi e componenti per il controllo dei dispositivi di auto e moto veicoli; Trasporti - prodotti e sistemi per il settore dei trasporti ferroviari. 

Leopoldo Freyrie, Architetto e Honorary member of AIA. Nato a Milano nel 1958, si è laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano e svolge l’attività professionale con lo Studio Freyrie Flores Architettura. Ha costantemente promosso i temi del RIUSO e della Rigenerazione Urbana, del quale è fautore ed esperto: tra l’altro è autore di numerosi progetti innovativi come le strategie urbane per Gubbio e Celano, i masterplan di Piazza d’Armi e Milano e Prati di Caprara a Bologna. Svolge attività di advisor scientifico di FS Sistemi urbani per la rigenerazione degli scali ferroviari. E’ Presidente della Fondazione RIUSO per la rigenerazione urbana, è membro del Comitato Promotore della Fondazione Symbola per le Qualità Italiane, del Consiglio Direttivo del CRESME e del Comitato Scientifico di Legambiente nazionale. E’ stato Presidente del Consiglio nazionale Architetti PPC e co-fondatore del Forum Europeo per le Politiche Architettoniche. Nel 2001 è stato nominato dal Governo italiano suo rappresentante al Comitato Consultivo per la Formazione di Architetto presso l’Unione Europea. Nel 2007 è stato designato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali membro del Consiglio Italiano del Design. Nel 2004 è Presidente del Consiglio degli Architetti d’Europa. Ha fatto parte di numerose Giurie di Concorso come quella per l’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, per il Museo Archeologico di Vicenza, per la Biblioteca della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma e per la Realizzazione del Parco Tecnologico Connesso al Deposito Nazionale di Rifiuti Radioattivi per conto di Sogin. E’ stato insignito della Presidential Medal dall’American Institute of Architects.